“Da abbinare a carni stufate, stracotti e brasati, selvaggina da pelo e formaggi stagionati”, proclamano unanimi le retro etichette (è questo il nome tecnico del lato B di una bottiglia) dei grandi rossi italiani. Così vuole la tradizione, ma quanto sono attuali questi suggerimenti? Secondo il Rapporto Eurispes 2020, in Italia la percentuale di vegetariani e vegani è dell’8,9%, un dato in continua crescita negli ultimi anni e, anche senza limitarsi a chi evita tout court le proteine animali, le tendenze alimentari sono altrove: sempre più persone prediligono la cucina internazionale rispetto ai piatti del canone italiano. In questo anno di delivery, Just Eat riporta come tra le specialità più ordinate ci siano quelle giapponesi, a partire dal sushi; mentre l’ascesa più repentina è del poke (senza accento!): riso e pesce crudo di origine hawaiana. Anche attribuendo parte del successo all’adattamento darwiniano verso la consegna a domicilio, è vistoso come a Milano (solo per fare un esempio) la cucina tipica – di una regione lontana dal mare e di inverni lunghi, ricca di carne e grasso animale – non somigli più da tempo alla dieta dei suoi abitanti, che da tempo preferiscono il sushi ai bruscitt.
